La Casa di Accoglienza delle Donne Maltrattate di Milano rende visibile e approfondisce un argomento ancora troppo trascurato.

Da tempo ci confrontiamo con le conseguenze di una violenza poco compresa e molto sottovalutata: la violenza istituzionale, un tema conosciuto molto bene dalle donne che intraprendono percorsi di uscita dalla violenza e dalle operatrici dei centri che le affiancano.

Nei percorsi giudiziari, sanitari, dei servizi sociali – in una parola istituzionali – accade spesso che siano non riconosciuti o negati i presupposti della violenza, che si metta in discussione la parola della donna, che le sue scelte di vita siano giudicate. Con il medesimo approccio, i centri antiviolenza vengono attaccati, ricattati economicamente e non riconosciuti come soggetti competenti.

I video

Manuela Ulivi, Presidente CADMI – intervista Alessandra Simone, Primo Dirigente della Polizia di Stato

Francesca Garisto, Vicepresidente CADMI – intervista Fabio Roia, Presidente Vicario del Tribunale di Milano

Cristina Carelli, Coordinatrice generale CADMI – intervista Caterina Arcidiacono, Docente di Psicologia di Comunità, Università Federico II Napoli, Comitato Protocollo Napoli

La guida

Vi presentiamo la guida che CADMI ha realizzato per rendere più chiaro, e quindi più “affrontabile”, questo tipo di violenza.

La doppia violenza consente al violento di sentirsi quasi tutelato da chi dovrebbe fargli pesare il comportamento tenuto. La doppia violenza si verifica quando è messo sotto processo il racconto della donna, non i fatti accaduti.

La doppia violenza si verifica quando è la donna a fuggire con i figli, a nascondersi e poi viene messo in discussione ciò che ha fatto. La doppia violenza si verifica quando viene imposto alla donna di confrontarsi o trattare con il violento.

Se la donna ha scelto di allontanarsi da un partner violento dovrebbe avere un percorso facilitato. Questo in Italia non sempre accade, anzi. Il trattamento istituzionale rivela molte carenze che possono farlo diventare un ostacolo per la donna e non un vero aiuto.

Cambiamo il nostro approccio alla violenza maschile sulle donne. Valutiamo il comportamento dei violenti non quelli delle donne.

Analizziamo i fatti, evitando di facilitare l’esercizio di ulteriori forme di violenza.

Manuela Ulivi – Presidente CADMI

Scarica la guida

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Da 30 anni siamo al fianco delle donne per combattere la violenza maschile ed è ancora necessario che la nostra presenza sia possibile, ogni giorno.

E oggi, sempre di più, è importante che l’esistenza di CADMI sia libera dai vincoli che alcuni pezzi di istituzione vorrebbero imporre a noi e – per il nostro tramite – alle donne.

Crediamo sia cruciale continuare ad agire la lotta alla violenza maschile contro le donne, seguendo la metodologia che da sempre ci caratterizza e che è ormai riconosciuta in tutto il mondo.

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