CADMI sottoscrive, insieme agli altri Luoghi e Case delle donne, una lettera alle parlamentari italiane, un appello antipatriarcale in favore della pace e in difesa delle donne, prime vittime dell’insensatezza della guerra.

FERMIAMO LA GUERRA, COSTRUIAMO LA PACE!

Ci rivolgiamo a voi, donne delle istituzioni, che ci avete appoggiato in tante comuni battaglie, che avete sostenuto il lavoro politico dei nostri Centri e delle nostre Case. La vostra voce e la nostra voce conta, deve contare, ieri come oggi, per fermare questa guerra, per costruire la pace. Ma tante sono le divisioni, anche tra noi donne, e troppi sono stati i silenzi.

Noi femministe dei luoghi e delle Case di tante città vogliamo invece urlare la nostra rabbia contro questa guerra e contro tutte le guerre. Vogliamo urlare contro l’orrore degli stupri, che sono l’orrore di tutte le guerre. Vogliamo gridare contro la virilità guerriera che porta la barbarie nella storia, contro la volontà di dominio maschile patriarcale sulle donne, sulla terra, sulla vita.

La guerra deve essere cancellata dalla storia, non può essere una opzione possibile, non deve essere praticabile. Ogni volta che la parola passa alle armi, viene sconfitta la ragione, viene sconfitta l’umanità, vengono sconfitte per prime le donne.

Ci dicono che il pacifismo non serve. Ma a cosa sono servite le guerre che sono state combattute, anche dal nostro paese, in questi trent’anni? Dalla Jugoslavia, alla Libia, dalla Siria, all’Iraq, alla Somalia, all’Afghanistan, allo Yemen, al Mali, le guerre non hanno lasciato che macerie, lutti, odio e conflitti. Non sono servite ad altro che a preparare altre guerre, altri conflitti, altri lutti, altri stupri.

Noi femministe non vogliamo essere usate per giustificare guerra, aumento della spesa per armamenti, alleanze militari, propagande belliciste. Sui corpi delle donne, violentate, uccise, in fuga, piangenti su figli, nipoti, mariti, fratelli si costruisce in maniera oscena la propaganda bellica.

Ci rivolgiamo a voi che avete praticato e sostenuto i luoghi delle donne per confessarvi il nostro profondo dissenso di fronte al vostro silenzio, o addirittura alla vostra approvazione sulla decisione di aumentare le spese militari, mentre il welfare è in uno stato pietoso, la scuola e la sanità pubblica vengono tagliate, quando la lezione del COVID viene tradita e al posto della rivoluzione della cura che abbiamo invocato continuano le vecchie ricette senza idea del cambiamento.

Ci rivolgiamo a chi tra voi ha votato di inviare armi all’Ucraina perché non siamo d’accordo, lo consideriamo un pericoloso errore, che accelera l’escalation della guerra, verso il baratro del rischio nucleare. Vi chiediamo di non cedere alle logiche delle propagande belliciste che usano la sofferenza delle donne per produrre altre armi e altra guerra.

Noi femministe di vari paesi rifiutiamo l’ondata di violenza patriarcale e bellicista che si sta diffondendo in tutta Europa e gridiamo il nostro orrore per le donne stuprate rifugiate in Polonia a cui viene impedito di abortire. Noi femministe vogliamo accogliere le sorelle ucraine e con loro tutte le donne migranti ferme ai confini dell’Europa. Sappiamo che la solidarietà delle donne mette fuori legge la violenza, la combatte ovunque, nelle idee, nelle parole, nelle azioni.

Giovedì 21 aprile saremo nelle piazze di tante città per far sentire la voce delle donne per chiedere il cessate il fuoco, la tregua ovunque si combatte, la soluzione pacifica che si prenda cura dei problemi, dei bisogni e delle paure di tutte e tutti.

FERMIAMO LA GUERRA, COSTRUIAMO LA PACE
FUORI LA GUERRA DALLA STORIA

Le femministe dei Luoghi e delle Case delle donne di Roma, Milano, Torino, Firenze, Bologna, Parma, Bari, Rimini, Bolzano, Lucca, Ivrea, Napoli, Padova, Udine, Livorno, Trieste, Viterbo, Forlì, Ravenna, Pisa, Lecce, san Donà di Piave, Teramo, Pesaro, L’Aquila, Como