CARE SOCIE, SOSTENITRICI E SOSTENITORI

L’anno che si sta per concludere ci ha viste impegnate in maniera significativa, con richieste da parte delle donne notevolmente aumentate.
Nonostante il problema della pandemia, ancora in atto, siamo riuscite a tenere sempre aperto il nostro centro.
Lo abbiamo fatto grazie a tutte le nostre collaboratrici e volontarie che si sono organizzate da subito per esserci, sia in presenza che a distanza, capendo che le donne chiuse in casa potevano avere bisogno più di prima del nostro sostegno

NOI NON LO ABBIAMO FATTO MANCARE.

Un primo forte ‘grazie’ va a tutte le donne che hanno lavorato per CADMI, anche in condizioni difficili e mettendosi a rischio personalmente.
Ringrazio anche della loro assidua presenza le nuove aspiranti volontarie, che hanno tenuto fermo l’impegno di esserci, in videoconferenza quando non era possibile fare diversamente, per poter portare a termine il corso di formazione che quest’anno ha visto la partecipazione di circa 40 donne.

Alcuni importanti sostegni economici, in questo 2020, sono venuti meno. Aziende che ci affiancano da tempo, a causa della crisi economica, non sono riuscite a sostenerci. Regione Lombardia continua a discriminarci e a negarci i fondi perché non compiliamo la scheda anagrafica con il codice fiscale della donna. Noi ci rifiutiamo di sottostare a imposizioni che snaturano la nostra metodologia di lavoro e manteniamo fermo l’impegno dichiarato da sempre di garantire alle donne completo anonimato e segretezza.

Abbiamo la certezza che le donne che si rivolgono a CADMI sentono la differenza della nostra metodologia che consente loro di avere piena fiducia nella relazione con l’operatrice di accoglienza. Le donne da noi, non sono giudicate e nessuno chiederà loro dati che le identifichino e mettano in pericolo.

Questa fiducia ci è stata confermata nel primo mese di totale lockdown, tra marzo e aprile, quando sono state 179 le donne che si sono rivolte a noi, tra cui tanti nuovi accessi, manifestando con maggiore urgenza la volontà di allontanarsi dal violento e verificando l’aumento del pericolo di queste relazioni dovuto alla convivenza forzata e all’isolamento a cui sono state sottoposte.

Siamo comunque, riuscite a mantenere in essere tutti i nostri progetti: accoglienza, ospitalità, formazione, progetti di prevenzione (nelle scuole e nelle aziende), supporto all’autonomia delle donne, sostegni psicologici e legali.

Nell’emergenza anche economica che stiamo vivendo, siamo state sostenute da tanti amici, sia negli ambiti della comunicazione che in quelli aziendali e privati, diversi soggetti hanno aperto raccolte fondi straordinarie e il nostro lavoro non si ferma e va nella direzione di cercare nuovi fondi per sostenere tutti i progetti di libertà per le donne.

A tutti questi soggetti va il nostro sentito ringraziamento.

Ce la faremo se continueremo a TENERCI STRETTE, come tante volte ho invitato a fare.

Un augurio a tutte e tutti e buon inizio d’anno.

Manuela Ulivi
Presidente Casa di Accoglienza delle Donne Maltrattate