GRAZIE ALLE DONNE CHE CI DANNO FIDUCIA: SOLO A MARZO SONO STATE 179

Noi sappiamo che la relazione che instauriamo con loro e’ la chiave per uscire dalla violenza.
Noi sappiamo che cosa va fatto e come per sostenere concretamente le donne nei loro percorsi.

Nel 2019 abbiamo risposto a 933 donne: una media di circa 77 donne al mese. Allora, perché così tante durante l’emergenza Covid-19?

La nostra metodologia, dal 1986, si basa sulla costruzione di una relazione forte tra le operatrici del centro antiviolenza e le donne che a noi si rivolgono per trovare una soluzione. E la relazione che abbiamo costruito con queste donne è la risposta alla domanda: perché così tante durante l’emergenza Covid-19?

Il nostro approccio sempre diverso, perché tutte diverse sono le storie che le donne ci portano, rende vera la relazione. Le donne sentono di essere trattate in modo speciale, ognuna di loro sa che la soluzione che individuerà sarà proprio quella giusta per lei. Non ci sono percorsi preconfezionati che vengono proposti, perché non è possibile incasellare le vite delle donne, dando risposte standard. Ogni donna ha esigenze, storia, risorse, ostacoli suoi, specifici e non replicabili. Per questo, ogni progetto ha percorso, risposte, soluzioni specifiche e non replicabili.

La fiducia che le donne ripongono in noi è la conferma che conosciamo il nostro lavoro e sappiamo come si fa.

Se confrontiamo i nostri dati con quelli raccolti a livello nazionale dalla rete D.i.Re., possiamo verificare che la risposta è, più o meno, la medesima in tutti i centri che si rifanno alla metodologia dell’accoglienza che le nostre fondatrici hanno iniziato ad attuare 34 anni fa.

Dati centri antiviolenza rete nazionale D.i.Re. 2 marzo – 5 aprile: 2867 contatti totali di cui 806 nuovi (28%)
Nel 2018 (ultima rilevazione nazionale) i contatti erano stati 19715 con una media mensile di 1642.
I nuovi contatti erano stati 15456, pari quindi al 78%.
Le donne che hanno chiamato tramite il 1522 soltanto 3,5%.

La criticità maggiore in questo periodo così complesso per le donne che subiscono violenza è il basso numero delle nuove richieste di sostegno.

Nel 2019, le donne che hanno avviato un percorso di accoglienza, con un affiancamento per il progetto di uscita dalla violenza, sono state 443: una media di 37 donne al mese. Allora perché in questo mese di lockdown “solo” 29?

La difficoltà per le donne che ancora non hanno trovato la chiave per uscire dalla violenza è amplificata dalla clausura forzata: per questo stiamo mettendo in atto tante attività di comunicazione e informazione: è fondamentale che le donne sappiano che i centri antiviolenza esistono e che possono essere affiancate, anche ora.

Una nota dolente sul 1522: delle 29 donne che si sono rivolte a noi per la prima volta, solo 4 (13.8%) sono arrivate grazie a una indicazione del numero nazionale 1522. A livello nazionale, le percentuali sono ancora più deludenti: 3.5%.

#laviolenzanonsiferma
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