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La Casa di Accoglienza delle Donne Maltrattate organizza il Convegno “Le donne scelgono la Libertà – In Gioco da 30 anni”. 

In occasione dei suoi 30 anni, l’associazione desidera rendere visibile il lavoro di accompagnamento e sostegno alle donne colpite dalla violenza che è riuscita ad offrire in tutti questi anni di attività e raccontare la storia e le esperienze del primo centro antiviolenza italiano che ha dato parola e spazi di vita a donne che vivevano nel silenzio della violenza; ha messo in rete risorse istituzionali e private a solo vantaggio delle donne; ha creato una rete di relazioni fra donne che ha prodotto in tutta Italia la nascita di moltissimi centri antiviolenza ed ha portato alla creazione dell’associazione nazionale D.i.Re. 

CADMI desidera farsi portavoce di una svolta pratica e politica che si rende necessaria per dare alle donne sempre più libertà e riconoscere la loro forza. Riteniamo che sia maturato il tempo per le donne che hanno subito violenza di parlare a partire da sé e dal proprio valore. 

Il Convegno, organizzato nell’arco di una giornata, prevede l’intervento diretto di alcune donne che scelgono di raccontare il proprio percorso di ritorno alla vita. Abbiamo pensato a questo evento in un’ottica europea, per questo desideriamo far partecipare al Convegno Rappresentanti dei Centri Antiviolenza Europei che possano mettere in rete buone pratiche e raccontare esperienze significative di altri Paesi.

 


 

Proiezione del documentario

VIOLENZA INVISIBILE. ABUSI CULTURALI E FISICI SULLE DONNE

di Associazione AntropoLogiche, Firenze

Regia di Silvia Lelli

Co-regia Matilde Gagliardo

il 13 luglio 2016 presso la nostra sede di via Piacenza 14 a Milano

 

Il primo documentario europeo che analizza la violenza di genere a tutto campo: da quella di coppia all'incesto al femminicidio, e che svela i collegamenti tra "ordinaria discriminazione" e violenza.

Della violenza oggi bisogna parlare: lo fanno pubblicamente protagoniste-i del documentario, donne e uomini senza toni scandalistici, senza "viscere sul tavolo", senza ri-vittimizzare le donne, mostrando la loro dignità, la loro forza, le loro ragioni.

Ne parleremo insieme alla fine della proiezione nella nostra sede in Via Piacenza 14 a Milano il 13 Luglio.

 

Dalle ore 18.30                 aperitivo

Dalle ore 19.30                 proiezione

Dalle ore 21.30                 discussione

 

L’ingresso è gratuito. Donazione libera

 

 

R.S.V.P. 0255019609       Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

 


 

 

La Casa di Accoglienza delle Donne Maltrattate di Milano ti invita martedì 12 luglio alle ore 10.30 alla conferenza stampa PER CASO… E’ COLPA NOSTRA?

La situazione dei centri antiviolenza in Italia è ogni ora più drammatica.

le istituzioni stanno assumendo una deriva securitaria e sanitaria senza tenere in considerazione l’esperienza che i centri antiviolenza hanno maturato anzi assumendosi il diritto di decidere quali debbano essere le modalità di lavoro dei centri antiviolenza che da 30 anni salvano le donne in stato di pericolo.

A fronte di dichiarazioni ad effetto e iniziative pubblicitarie, le donne continuano a morire per mano degli uomini.

Non crediamo si possa porre rimedio a questa situazione intaccando le modalità di lavoro dei centri antiviolenza che da trent’anni agiscono la LOTTA alla violenza contro le donne.

Quante sarebbero rimaste con il violento? Quante avrebbero perso la vita? Cosa si sarebbe detto se il nostro lavoro non avesse fatto emergere tutta la violenza perpetrata dagli uomini contro le donne?

Noi della Casa di Accoglienza delle Donne Maltrattate di Milano (primo centro antiviolenza italiano) abbiamo da sempre affermato che:

·  Anonimato e segretezza NON SI TOCCANO

·  La SCELTA delle donne è la nostra misura

·  Non andremo MAI contro la volontà anche di una sola donna.

Questa è la nostra politica e non permetteremo a nessuna istituzione di boicottarla. 

Sarà un incontro aperto in cui inviteremo anche la nuova Giunta e il Sindaco del Comune di Milano.

Ti aspettiamo nella nostra sede di Via Piacenza 14 a Milano.

 

 

 Roma, 25 Maggio 2016

La rete Europea contro la violenza alle donne WAVE e le associazioni europee che ne fanno parte lanciano la campagna Step up! per i diritti delle donne che subiscono violenza  e dei loro figli.   

In Europa una donna su tre subisce violenza fisica o sessuale mentre gli Stati assicurano un limitato, e in alcuni Stati perfino inesistente, accesso ai Centri Antiviolenza. Ad oggi solo 15 su 46 stati europei hanno istituito un numero d’emergenza o una help line e mancano oltre 47 mila Centri Antiviolenza. La discriminazione è uno degli ostacoli più grandi per l’accesso delle donne ai Centri. Le minoranze etniche, le immigrate, le rifugiate, le donne prive di un titolo di soggiorno regolare, le donne diversamente abili, anziane e lesbiche sono le più discriminate. “Chiediamo alle autorità europee e ai governi nazionali di STEP UP! ovvero fare un passo nella giusta direzione e  assicurare gli investimenti necessari a combattere e prevenire la violenza contro le donne”(Rosa Logar, WAVE President).  

Il Consiglio d’Europa raccomanda un centro antiviolenza ogni 10.000 persone e un centro d’emergenza ogni 50.000 abitanti (Racc Ue - Expert Meeting sulla violenza contro le donne – Finlandia 8-10 novembre 1999, sugli standard dei centri, quindi in Italia dovrebbero esserci 6.068 posti letto e invece ce ne sono solo 600. Le richieste di tante donne restano senza risposta, nonostante molte di esse siano a rischio di vita.  

The WAVE Network e D.i.Re chiedono  all’Europa e al Governo italiano di riconoscere che i Centri Antiviolenza non sono servizi generici né luoghi qualunque. Ascoltare, accogliere, mettersi in relazione con altre donne che subiscono violenza è una pratica quotidiana, una metodologia basata sull’empowerment e sulla relazione tra donne, un percorso da fare insieme in un luogo di libertà. Nei Centri Antiviolenza le donne non sono mai considerate “vittime”, come accade invece nelle comunità per “mamme e bambini” di ispirazione religiosa che cercano di farsi largo in Italia, di accreditarsi presso le istituzioni e di sostituirsi ai Centri Antiviolenza nati dalla pratica femminista. Noi

sappiamo che le donne hanno risorse, intelligenza, capacità che la violenza vuole distruggere, ma noi riteniamo che siano il fulcro del loro percorso e del nostro accompagnamento, così come la garanzia dell’anonimato e la tutela della privacy, da noi sempre garantite e che oggi sono minacciate da leggi regionali e pratiche di ordine pubblico. Ma non c’è possibilità  di autentica uscita dalla violenza senza il rispetto della scelte delle donne, il riconoscimento della loro dignità e la valorizzazione delle loro risorse.  

Noi chiediamo una mappatura dei Centri Antiviolenza sul territorio nazionale sulla base di riconoscimento esplicito della natura, degli obiettivi e della pratica politica di questi luoghi, che i centri Antiviolenza siano finanziati in modo stabile, con cifre adeguate, anno dopo anno, mettendo fine alla discrezionalità delle Regioni che lasciano molti Centri senza risorse, che sia messa in atto una politica di prevenzione: educazione fin dalle scuole dell’obbligo, informazione, campagne culturali, impegno in prima persona della televisione pubblica, dei media, dei leader politici e degli intellettuali.  

La violenza contro le donne resta la più diffusa violazione di diritti umani e può essere fatale. Si stima che nel 2012 i femminicidi compiuti da un membro della famiglia o dal partner sono stati il 47 per cento degli omicidi in Europa. Questa violenza viene condannata ufficialmente ma in realtà tacitamente viene tollerata, e le donne subiscono violenza ripetutamente. I costi di questa violenza  riguardano tutti noi, la violenza contro le donne ha un forte impatto sulla indipendenza economica delle donne, un’enorme ripercussione sull’economia mondiale. 

Noi invitamo le imprese e la filantropia italiana a fare investimenti per sostenere i Centri Antiviolenza. 

Noi invitiamo tutte tutti, ciascuna e ciascuno di voi a partecipare alla Campagna STEP UP! 


#DENIM DAY 2016

Comunicato di D.iRe Donne in Rete contro la violenza.
Per il secondo anno partecipiamo con entusiasmo al Denim Day con The Circle Italia e con Guess Europe Foundation. Il Denim Day è stato creato negli Stati Uniti grazie a Peace Over Violence, un’associazione femminista che lanciò l’idea di indossare jeans in segno di protesta contro una sentenza della Corte di Cassazione italiana che nel novembre del 1998 aveva annullato la condanna di un uomo quaranticinquenne per lo stupro di una ragazza di 18 anni che indossava pantaloni di denim aderenti “impossibili da togliere senza la sua collaborazione”.
Da allora purtroppo l’attualità di questa manifestazione non è venuta meno: in Italia quasi 7 milioni di donne hanno subito violenza e nel 2015, ben 128 donne sono state uccise da uomini, per lo più mariti e fidanzati o ex mariti ed ex fidanzati. Peace Over Violence, D.i.Re Donne in Rete contro la violenza e The Circle Italia invitano tutte e tutti a dimostrare il loro impegno contro la violenza e gli abusi maschili sulle donne indossando jeans il 27 maggio ma soprattutto contribuendo a finanziare la nostra Associazione acquistando un capo Guess o donando direttamente nei negozi Guess fino al 29 maggio. Per ogni capo che acquisterete 10 euro saranno devoluti a noi, e noi li useremo per sostenere il ritorno al lavoro e la qualificazione professionale delle donne che si sottraggono alla violenza.
Nel 2015, Guess Foundation Europe ha raccolto 100mila euro e con questa donazione noi abbiamo già aiutato 500 donne, aperto venti sportelli di orientamento al lavoro nei nostri Centri, creato corsi professionalizzanti per le donne che vogliono tornare ad essere autonome economicamente. Porteremo avanti questa iniziativa anche con la donazione di quest’anno, di cui siamo profondamente grate innazitutto a chi sottoscrive, a The Circle Italia e a Paul Marciano, il patron di Guess che è personalmente impegnato al nostro fianco, a Patti Occhiuzzo Giggans che ha inventato il Denim Day e lo ha diffuso in tutto il mondo.
COME PARTECIPARE AL DENIM DAY Il 27 MAGGIO
Acquistate un capo Guess o donate direttamente nei negozi Guess fino al 29 maggio. Per ogni capo che acquisterete 10 euro saranno devoluti a noi.
Indossate un paio di jeans o la maglietta dedicata al Denim Day e condividete la vostra foto sui social utilizzando gli hashtag #DenimDay e #myGuess taggando @Guess, @marieclaireitalia, @direlaviolenza e @TheCircleItalia.
Condividete sui social networks e sui vostri blog il video il video “Apri gli occhi”, lanciato dalla Guess Foundation Europe in cui personaggi famosi come Belén Rodriguez, Beppe Fiorello, Carlo Cracco, Elena Santarelli, Fiona May invitano tutti a aprire gli occhi e ad agire per combattere la violenza contro le donne.
CHE COSA E CHE FA LA NOSTRA ASSOCIAZIONE
Siamo nate nel 2008 dalla federazione di 45 Associazioni con oltre 20 anni di esperienza di attività politica e culturale contro la violenza di genere. Ora siamo 75 Associazioni, distribuite su tutto il territorio nazionale, e tutte gestiscono Centri per donne che fuggono e si sottraggono alla violenza maschile. Affrontiamo questo tema con una prospettiva femminista, abbiamo lo scopo di costruire azioni politiche nazionali per innescare cambiamenti culturali di trasformazione della società italiana nei riguardi del fenomeno della violenza di genere. Ci spendiamo per rafforzare i Centri antiviolenza e per sensibilizzare l’opinione pubblica, per promuovere politiche locali, nazionali, internazionali. L'associazione fa parte del Consiglio Direttivo del Global Network of Women’s Shelter (GNWS), la rete internazionale dei centri antiviolenza; è focal point per l’Italia e parte di WAVE (Women Against Violence Europe), rete europea dei centri antiviolenza con 5000 centri aderenti, rappresentanti di 27 paesi europei; fa parte del European Women's Lobby, organizzazione europea di oltre 2000 associazioni in tutti paesi europei con sede a Bruxelles; partecipa alla Piattaforma “30 anni CEDAW – Lavori in Corsa”.
D.i.Re Donne in Rete contro la violenza
Casa Internazionale delle Donne - Via della Lungara, 19 - 00165 Roma, Italia
Cell 3927200580 - Tel 06 68892502 - Fax 06 3244992 - Email Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.
www.direcontrolaviolenza.it

 

 

Dichiarazione di Titti Carrano, Presidente dell’Associazione Nazionale dei Centri Antiviolenza D.i.Re

 

La Ministra Maria Elena Boschi ha assunto ieri 10 maggio le deleghe sulle Pari Opportunità e le adozioni internazionali. La nomina colma un vuoto istituzionale che ha finora rallentato e ostacolato le azioni governative necessarie e promesse dall’attuale governo.

 

L’Associazione nazionale D.i.Re ha più volte fatto presente l’urgenza di provvedimenti e l’impellenza di una governance dedicata alle politiche di prevenzione e contrasto alla violenza alle donne, a partire dal varo del Piano Nazionale contro la violenza alle donne, proseguendo con la mappatura dei Centri Antiviolenza sul territorio nazionale e lo sblocco dei finanziamenti per il 2015 e il 2016.

 

Sono mancate sinora direzione e indirizzo su politiche importanti; si pensi all’applicazione di leggi essenziali come quella relativa alla tutela sociale della maternità e sull’interruzione volontaria della gravidanza. Sono particolarmente urgenti a nostro parere tutte le azioni necessarie volte a coordinare politiche indirizzate al rispetto dei diritti delle donne.

 

Il rimpasto governativo e la delega oggi rendono possibile rimediare a questo errore. Ci auguriamo che venga celermente colmato il vuoto d’azione e di intervento nell’ambito di politiche da troppo tempo trascurate, nonostante facciano parte integrante di un cambiamento che l’attuale governo dichiara di voler portare avanti.

 

Per queste ragioni, nel formulare a Maria Elena Boschi i nostri auguri di buon lavoro, le chiediamo un incontro urgente: a partire dalla volontà politica che manifesterà nelle prossime settimane riusciremo a costruire insieme libertà e rispetto dei diritti per tutte le donne.

 

 

 

Il Pericolo Numero Uno: La Donna

Teatro Manzoni Sesto San Giovanni
Piazza Petazzi 18, 20099 Sesto San Giovanni
Uno spettacolo tutto al femminile per divertirsi, riflettere e sostenere le attività della Casa delle Donne Maltrattate di Milano.
I fondi raccolti saranno destinati alle attività a favore delle donne che subiscono violenza.

SCONTO DEL 50% PER STUDENTI (previa presentazione di libretto o certificato scolastico).
Con Debora Villa, Valeria Graci, Cinzia Marseglia, Le Scemette, Clara Storti e Elisa Angioni (acrobate), Daniela Mornati e Claudia Zannoni (piano, contrabbasso e voce)
Conduce Katia Follesa

evento Facebook: https://www.facebook.com/events/838258366300095/

 

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COMUNICATO STAMPA

4 febbraio 2016: Tutte alla Weiberfastnacht, la giornata femminile del Carnevale.

La Casa di Accoglienza delle Donne Maltrattate, la Casa delle Donne e il Centro Donna della Camera del Lavoro di Milano organizzano a partire dalle 17.30 un evento-manifestazione sul piazzale della Camera del Lavoro di Corso di Porta Vittoria 43.

Oggi a Colonia si riuniscono tante donne tedesche ed europee per celebrare la prima giornata di Carnevale secondo la tradizione e per ristabilire fra la violenza e il corpo delle donne quella distanza che i fatti di Capodanno hanno pericolosamente accorciato.

A Milano vogliamo affermare ancora una volta la libertà delle donne perché lo stupro, le molestie, la violenza contro le donne non vanno giustificate in alcun modo e in nessun caso.

Per questo, La Casa di Accoglienza delle Donne Maltrattate e la Casa delle Donne di Milano organizzano un evento-manifestazione sul piazzale della Camera del Lavoro di Corso di Porta Vittoria 43.

Un mix di riflessioni, parole, risate e tagli di cravatta con l’obiettivo di sensibilizzare il pubblico milanese sulla gravità dei fatti di Colonia e sull’importanza di mantenere ben salde le libertà delle donne oggi sotto attacco.

evento Facebook: https://www.facebook.com/events/1064185960269123/

 

 


 

COMUNICATO STAMPA

Chi vuole negare l'esistenza dei padri violenti?

Solidarietà di CADMI al Comune di Cinisello Balsamo

Nella Giornata Internazionale contro la violenza sulle Donne si parla molto di violenza maschile, ma quando la si rappresenta nelle sue forme più frequenti, che rientrano nell'ordinaria esperienza della Casa di Accoglienza delle Donne Maltrattate di Milano e degli altri Centri antiviolenza, qualcuno si scandalizza.

È risaputo che la violenza domestica viene esercitata dagli uomini sulle donne anche davanti a figli, spesso minori, che così diventano vittime di violenza assistita.

"Il Comune di Cinisello Balsamo, a cui va la solidarietà dell'Associazione Casa di Accoglienza delle Donne Maltrattate di Milano per gli attacchi ricevuti in merito alla campagna di comunicazione del 25 novembre, ha ben raffigurato, con vignette chiare, padri che pretendono di essere dei buoni educatori e che mentre affermano delle regole le violano di fronte agli occhi dei loro figli.

Una rappresentazione edulcorata della violenza, che non mette davvero in discussione le competenze genitoriali di quegli uomini che agiscono violenza contro le madri dei loro figli", fa danni a tutti, ai minori per primi che continuano a subirla" dichiara la Presidente di CADMI Avv. Manuela Ulivi.

  


  

25 novembre: giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne

Una settimana di incontri, iniziative ed eventi

 

Sabato 21 novembre, Casa delle Donne di Via Marsala
La violenza sulle donne nella vita quotidiana e come arma di guerra: una giornata di riflessione promossa in partnership con Radio Popolare, che su questi stessi temi ha programmato una serie di uscite e servizi.
Ore 10-13 proiezione del film “Donne dentro”, dibattito con la regista e le protagoniste
Ore 15 incontro con Staša Zajović, promotrice del Tribunale delle donne della ex Jugoslavia
Interventi di Cristina Carelli e Francesca Garisto (Casa delle Donne Maltrattate di Milano), Barbara Carattoni (Cooperativa sociale Cerchi d’Acqua), Daniela Fantini (Soccorso Violenza Sessuale)
Per info http://casadonnemilano.it/la-violenza-sulle-donne-una-giornata-di-riflessione/

 

Martedì 24 novembre, ore 17, Casa dei Diritti, Via De Amicis 10, Milano
In occasione della giornata internazionale contro la violenza sulle donne D.i.Re. – Donne in Rete contro la Violenza e Casa di Accoglienza delle Donne Maltrattate
invitano le donne milanesi a un primo confronto per parlare dei temi che saranno al centro dell’incontro che si terrà a Paestum
PRIMA DI TUTTO LIBERE - Verso Paestum 2016
Dare forza e maggiore visibilità al nostro lavoro, partendo da quanto hanno fatto i Centri Antiviolenza con le donne
Valutare insieme come affrontare e superare gli ostacoli che ancora ci impediscono di raggiungere appieno i nostri obiettivi
Rispondere alle reazioni che cercano di togliere spazi di libertà alle donne

 

Mercoledì 25 novembre, ore 14-19,30, 1° piano centro commerciale Piazzalodi – Viale Umbria ang. Via Colletta
Il Comitato Soci Coop Piazza Lodi-Rogoredo organizza una giornata di informazione e raccolta fondi in favore della Casa di Accoglienza delle Donne Maltrattate di Milano
MOSTRA – MERCATO DI QUADRI
L’intero ricavato sarà devoluto alla Casa di Accoglienza delle Donne Maltrattate a sostegno dei suoi progetti in favore delle donne che hanno subito violenza.
Durante tutta la giornata sarà presente un punto informativo dell’associazione.
Ore 18.30 intervento di Marisa Guarneri, Fondatrice e Presidente Onoraria Cadmi

 

Mercoledì 25 novembre, ore 9, Centro Culturale “Il Pertini”, piazza Confalonieri 3, Cinisello Balsamo
Convegno “Violenza di genere oggi: una questione solo di donne?” organizzato dal Comune di Cinisello Balsamo
Tra gli altri, interverrà la nostra Vice Presidente Francesca Garisto.
Per info: http://www.comune.cinisello-balsamo.mi.it/spip.php?article20723

 

Mercoledì 25 novembre, ore 17,30, Società Umanitaria, Sala Facchinetti, Via San Barnaba 48
Convegno “Ridare coi fatti dignità alla vita”
Interviene, tra gli altri, la nostra Vice Presidente Francesca Garisto.

 

Mercoledì 25 novembre, ore 21, Cinema Metropolis, via Oslavia 8, Paderno Dugnano (MI)
“Libera di volare” Serata sulla violenza con rappresentazione teatrale tratta dal libro di Ada Celico “Io e le spose di Barbablu”, a cura dell’Istituto Superiore Gadda di Paderno Dugnano.
Interverrà Maria Grazia Gualtieri della Casa delle Donne Maltrattate.

 

Mercoledì 25 novembre, dalle 10 alle 16, Gazebo sindacati in Piazza San Babila
Cgil, Cisl e Uil saranno presenti in Piazza San Babila per informare sul tema della violenza contro le donne. Sono previsti interventi di enti, istituzioni e associazioni, tra cui anche la nostra.

 

Venerdì 27 novembre, ore 21, Teatro Tresartes, via Piazza Italia, Vittuone (MI)
Concerto “Libera grazie a te” di Gianna Pica
Parte del ricavato sarà devoluto alla nostra associazione. Sarà presente un banchetto informativo e di raccolta fondi.

 

Domenica 29 novembre, ore 15,30, CentRho, piazza San Vittore 22, Rho
Nell’ambito dell’iniziativa “Donne: la forza della rete” organizzata dal Comune di Rho e dalla Casa delle Donne di Rho, si terrà un incontro pubblico con la partecipazione, tra le altre, della nostra coordinatrice Cristina Carelli.

 


 

 

COMUNICATO STAMPA

La Rete Regionale Lombarda delle Case delle Donne e dei Centri Antiviolenza contesta il Piano Regionale Antiviolenza e chiede di ricevere i fondi stanziati dal Governo con la legge 119/2013

Milano, 23 novembre 2015

La legge 119/2013 (la cosiddetta legge contro il femminicidio) ha stanziato - per gli anni 2013/14 - 17 milioni di euro per il contrasto alla violenza contro le donne, affidando alle singole Regioni i finanziamenti, in ragione dei Centri Antiviolenza e delle Case rifugio presenti sul territorio.

Alla Regione Lombardia sono stati affidati 2.7 milioni di euro anche grazie alla presenza sul suo territorio di 16 Centri Antiviolenza D.i.Re. e di 10 Case Rifugio che per poter continuare a lavorare a favore delle donne che subiscono violenza hanno la concreta necessità di ricevere questi fondi. Questo è ancor più vero in un momento socio-economico che vede ridursi le disponibilità degli enti pubblici e, forse ancor di più, il sostegno da parte dei privati.

Nel corso del 2014, i Centri Antiviolenza e le Case delle Donne della Lombardia hanno accolto, ospitato e accompagnato verso una vita autonoma e libera oltre 3.500 donne.

Questo numero rende evidente quanto sia importante che i fondi arrivino ai destinatari.

Quindi, le Associazioni e le Cooperative di donne che sottoscrivono questo comunicato chiedono a Regione Lombardia dove sono finite le risorse della legge 119/2013 per sostenere i Centri Antiviolenza che lavorano ogni giorno con le donne, per il loro vantaggio e per sottrarle dal pericolo di vita.

Inoltre, tutte le componenti della Rete Regionale Lombarda ritengono che il Piano Regionale Antiviolenza, recentemente approvato dalla Regione Lombardia come previsto dalla legge regionale 11/2012, porti ad una omogenizzazione delle procedure con una messa a sistema del modello di accesso, accoglienza, valutazione del rischio, presa in carico e protezione della donna, che consideriamo dannoso per le donne. Quello che a prima vista può sembrare un passo positivo per il contrasto alla violenza, in realtà rischia di diventare un boomerang contro le donne e la loro sicurezza.

Infatti, l’eccessiva schematizzazione toglie alle donne la libertà di affrontare questo percorso, già impervio e spesso pericoloso, secondo i loro tempi e desideri. Si corre quindi il rischio di allontanare una parte delle donne che cercano una via d’uscita dalla violenza.

Crediamo che le donne che si rivolgono ai Centri antiviolenza costituiti da donne in associazioni di volontariato e cooperative, debbano essere:

libere di scegliere come uscire dalla violenza;
libere dalla necessità della denuncia;
libere di mantenere l’anonimato e la segretezza sinora garantiti;
al centro della nostra azione di sostegno al loro percorso, secondo il loro desiderio e nel rispetto della loro volontà.

Con questo comunicato vogliamo affermare la nostra autonomia, per garantire alle donne la libertà di scelta sulle loro vite che il Piano Regionale Antiviolenza mette a serio rischio.

Per la Rete Regionale Lombarda delle Case delle Donne e dei Centri Antiviolenza

Casa di Accoglienza delle Donne Maltrattate di Milano

02-55019609

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Roma, 10 novembre 2015.


Comunicato stampa di D.i.Re, Rete nazionale dei Centri Antiviolenza.


L’Alienazione parentale (AP) nuova definizione della ex PAS (sindrome di alienazione parentale) è uno strumento di pura invenzione di chi vuole paralizzare le scelte di vita delle donne che desiderano separarsi da un uomo violento.
Spiace quindi vedere che da due giorni sui canali privati nazionali va in onda uno spot che chiede di donare con un sms due euro per combattere la Pas o AP, questa sindrome falsa, inesistente, e immancabilmente utilizzata per criminalizzare le madri e difendere padri abusanti o mariti violenti, a dispetto della salute e della sicurezza dei bambini che hanno visto il padre maltrattare la madre.
Lo spot di cui parliamo è firmato da Doppia Difesa, associazione fondata dall’avvocata Giulia Bongiorno (che sta portando avanti una proposta di legge) e dalla showgirl Michelle Hunziker e che fin dai suoi albori ha dichiarato di voler lottare contro la violenza esercitata dagli uomini nei confronti delle donne. Doppia difesa avrà assistito donne che vogliono separarsi dal violento e non riescono a tenerlo lontano dalla loro vita perché ci sono i figli?
Noi abbiamo esperienza di questo grazie alle migliaia di donne assistite in percorsi di separazione e i cui compagni, padri dei figli avuti in comune, non accettano la scelta della donna di allontanarsi da un uomo violento, controllante e limitante la loro libertà. E’ proprio in questo momento che viene messo in atto il ricatto sui figli, l’utilizzo strumentale dei bambini per continuare a dare disturbo alla madre, per controllarla e renderle la vita ancora un volta più penosa, colpendola negli affetti profondi, così cercando di ottenere da lei la sottomissione su aspetti personali ed economici della nuova organizzazione di vita da separata.
Doppia difesa ha presente che l’articolo 31 della Convenzione di Istanbul, ratificata dallo Stato italiano con la Legge 77 del 2013, afferma che nella scelta in ordine alla custodia dei figli il giudice deve tener conto degli episodi di violenza accaduti in famiglia e della sicurezza di chi tale violenza l’ha subita?
Lanciare una campagna contro una sindrome inesistente al fine di sostenere un progetto di legge che vorrebbe introdurre il reato di alienazione parentale significa fare danno a tutte le donne che hanno figli e vogliono separarsi da un uomo violento. Lo scorso 30 ottobre gli spot e l’iniziativa di raccolta fondi sono stati presentati addirittura alla Scuola di perfezionamento per le Forze di Polizia.
Come è possibile che il Ministero degli Interni avvalli e sostenga l’iniziativa di Doppia Difesa che non ha fondamento giuridico né scientifico? Che cosa ha da dire il Garante per l’Infanzia su questi spot in cui a turno uno dei due genitori viene demonizzato? Perché tace il Ministero della Giustizia che, rispondendo ad interrogazioni e interpellanze, ha affermato che la Pas non può essere utilizzata nei Tribunali? Il Ministero degli Interni ha dunque il potere e l’arbitrio di contraddire e mettere in ridicolo gli altri dicasteri, la magistratura, la comunità scientifica tutta?
Qualche dato di realtà:
Il Ministero della Sanità, a seguito dell’interpellanza parlamentare n. 2-01706 del 16 ottobre 2012, seduta n.704, ha chiarito che “Sebbene la Pas sia stata denominata arbitrariamente dai suoi proponenti con il termine disturbo, l’Istituto superiore di sanità non ritiene che tale costrutto abbia né sufficiente sostegno empirico da dati di ricerca, né rilevanza clinica tali da poter essere considerata una patologia e, dunque, essere inclusa tra i disturbi mentali nei manuali diagnostici”?
La Corte di Cassazione stessa nel 2013 è ritornata sulla questione precisando che la PAS non gode di nessuna validità scientifica e pertanto “nei giudizi in cui sia stata esperita c.t.u. medico-psichiatrica [...] il giudice di merito è tenuto a verificare il fondamento, sul piano scientifico, di una consulenza che presenti devianze dalla scienza medica ufficiale e che risulti, sullo stesso piano della validità scientifica, oggetto di plurime critiche e perplessità da parte del mondo accademico internazionale, dovendosi escludere la possibilità, in ambito giudiziario, di adottare soluzioni prive del necessario conforto scientifico e potenzialmente produttive di danni ancor più gravi di quelli che intendono scongiurare.” (Cass. Pen. n. 7041 del 20/03/2013).
Anche il Comitato CEDAW (Onu) nel 2011 ha invitato le autorità italiane ad arginare l’utilizzo nei tribunali di riferimenti alla "discutibile teoria della PAS" per limitare la genitorialità materna (Comitato CEDAW, 2011, paragrafo 51).
Perché il Ministero degli Interni non sostiene con altrettanto vigore l’azione dei Centri Antiviolenza, gli unici che giorno dopo giorno da trent’anni difendono le madri maltrattate e i figli che assistono alla violenza domestica?
Aspettiamo una risposta.
D.i.Re Donne in Rete contro la violenza
Casa Internazionale delle Donne - Via della Lungara, 19 - 00165 Roma, Italia
Cell 3927200580 - Tel 06 68892502 - Fax 06 3244992 - Email Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.
www.direcontrolaviolenza.it

 


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Serata di presentazione della Cooperativa I Sei Petali   Mercoledì 28 ottobre 2015 ore 18,30
Casa delle Donne Maltrattate
Via Piacenza 14, Milano
Con interventi di:
Manuela Ulivi, presidente CADMI
Ada Celico, presidente I Sei Petali
Cristina Carelli, coordinatrice CADMI
Paola Pastorino, presidente Manager WhiteList
Conclude la serata:
Cinzia Marseglia de "Le Scemette"
Segue rinfresco  

   


22 LUGLIO 2015 La sentenza di appello che ha assolto gli stupratori di una giovane donna che ha subito una grave violenza alla Fortezza Da Basso di Firenze, rappresenta un deterrente per le donne che vogliono denunciare violenze subite. Mentre i sei imputati dello stupro sono stati assolti, la donna è stata invece "moralmente condannata" per le sue scelte di vita, ritenute troppo libere. Secondo la sentenza la sua denuncia è stata solo il frutto di un pentimento, di un ripensamento per ciò che aveva volontariamente fatto. Secondo la Corte ciò che è avvenuto alla Fortezza è stato semplicemente sesso di gruppo in stato di ebbrezza. Non viene considerata nemmeno la minorata capacità, come recita la sentenza: "... insomma nessuna condizione di menomazione poteva individuarsi rispetto agli autori del fatto, tutti certamente alticci ed euforici come lei, in quanto compagni di bevuta e di balli allusivi". Questa sentenza offende l'intelligenza degli uomini e delle donne del nostro paese e ribadisce una arretratezza culturale basata su stereotipi sessisti che sembrano sopravvivere a leggi e convenzioni di cui l'Italia va fiera a parole, ma che poi nei fatti restano astratti principi. Per essere considerate vittime di un reato di violenza ancora oggi le donne devono corrispondere a un modello tradizionale, fuori dal quale la loro credibilità viene offensivamente messa in discussione. Le donne, nei tribunali vengono spesso rivittimizzate con lunghi e umilianti interrogatori che aggiungono dolore al dolore. Siamo tutte indignate dalla legittimazione e collusione che ancora oggi continuano ad essere presenti nei confronti della violenza contro le donne. ARTEMISIA, Centro Donne Contro la Violenza Catia Franci, Firenze D.i.Re Coordinamento Nazionale dei Centri Antiviolenza  


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Una rete territoriale per prevenire e contrastare la violenza sulle donne e sostenere le vittime attraverso un centro antiviolenza.

E' il progetto dell'Amministrazione corsichese che coinvolge attivamente – tra gli altri – il primo centro antiviolenza italiano: la Casa di Accoglienza delle Donne Maltrattate di Milano.

Le donne che, su iniziativa propria o dei servizi del territorio, vorranno usufruire di questa possibilità, potranno accedere al Centro Antiviolenza presso il distretto Asl di via Marzabotto ed essere accolte dalle operatrici di accoglienza della Casa delle Donne Maltrattate, professioniste in possesso dei requisiti previsti dai centri antiviolenza nazionali.

Verrà offerto loro un momento di ascolto e, se la donna lo desidera, un percorso di affiancamento che potrà avvalersi anche della consulenza di psicologhe e avvocate e che, in caso di rischio per l'incolumità sua e/o dei figli e figlie, potrà prevedere anche l'allontanamento in strutture per l'accoglienza in emergenza o in appartamenti protetti per il recupero dell'autonomia.

E, secondo uno dei capisaldi di CADMI, sarà garantito l'anonimato. La donna, infatti, non sarà vincolata in alcun modo né nei confronti dei servizi sociali, né delle forze dell'ordine, né del tribunale, anche dei minori. A meno che l'interessata non lo desideri.

Si tratta di una struttura gratuita, con una peculiarità: la metodologia di accoglienza di cui Cadmi è portatrice, basata sulla relazione tra donne. Alla donna accolta, infatti, verrà offerto un percorso di accompagnamento e non di sostituzione nelle decisioni da prendere e nelle volontà espresse.

Quindi sarà l'interessata stessa, in condivisione con le operatrici del centro, a decidere i tempi e i modi di allontanamento dalla situazione di violenza.

Al centro Antiviolenza di Corsico si possono rivolgere anche tutte le donne residenti nei comuni di Assago, Buccinasco, Cesano Boscone, Cusago e Trezzano sul Naviglio.

A un primo contatto telefonico seguirà un colloquio di persona che, nel caso in cui la donna lo preferisse, potrà tenersi nella sede milanese della Casa delle Donne Maltrattate.

Lunedì 14,30/18,30, Mercoledì e Venerdì 9,30/13,30

Via Marzabotto, Corsico
numero verde 800 049 722

"Si tratta di un impegno notevole per noi e fondamentale per le donne – dichiara Cristina Carelli, coordinatrice della Casa delle Donne Maltrattate e responsabile per CADMI del progetto – oltre all'accoglienza e all'ospitalità infatti ci occuperemo anche della formazione di tutti i soggetti coinvolti nel progetto (servizi sociali e forze dell'ordine in primis), in modo da poter garantire la sostenibilità del progetto in futuro".

Il progetto, di cui il Comune di Corsico è capofila, è stato finanziato da Regione Lombardia con 65mila euro e coinvolge in qualità di partner i Comuni di Assago, Buccinasco, Cesano Boscone, Cusago e Trezzano sul Naviglio, la prefettura di Milano, l'ospedale San Carlo Borromeo di Milano, l'Asl Milano 1, l'associazione Casa di Accoglienza delle Donne Maltrattate di Milano, l'associazione Demetra donne di Trezzano sul Naviglio e la Fondazione Somaschi di Milano.

[comunicato stampa]

 


 

Domenica 14 giugno 2015, alla Casa della Cultura in Via Borgogna 3, ore 20.00, proiezione del docu-film India's Daughter con la partecipazione della regista Leslee Udwin.

In anteprima per Milano, la Casa delle Donne presenta il docu-film India's Daughter, scioccante film/inchiesta che la regista Leslee Udwin ha realizzato sull'episodio di violenza di gruppo che nel dicembre del 2012 vide protagonista la studentessa Jyoti Singh.

L'episodio, di efferata brutalità, ha scosso la coscienza dell'India e per settimane il centro di Delhi è stato teatro di una forte protesta cui hanno preso parte in prima fila accanto alle donne moltissimi uomini. La forza e la durata delle proteste, i violenti scontri con le forze dell'ordine, hanno contribuito alla risonanza mediatica internazionale di un emblematico caso di violenza di genere.

Il documentario è stato bloccato dalla censura in India e la regista è accusata di turbativa di giudizio.

Il film, prodotto dalla BBC e distribuito in Italia da Berta Film, è in concorso al Biografilm Festival di Bologna il 13 giugno e verrà successivamente trasmesso da RAI 3 e RSI.

Introducono la serata per la Casa delle Donne Parisina Dettoni e Nicoletta Gandus.

Seguirà un dibattito con Leslee Udwin condotto da Daniela Bezzi e Cristina Cattafesta.

Promuovono la serata insieme alla Casa delle Donne: Casa dei Diritti, Casa delle Donne Maltrattate, Libera Università delle Donne, CISDA, Unione Femminile. 

Ingresso libero fino a esaurimento posti. 

(per ulteriori informazioni, vedi il comunicato stampa)

 

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L’Alveare organizza una cena di informazione e raccolta fondi per la nostra Associazione martedì 26 maggio dalle 19,30.

 

Dopo cena, Manuela Ulivi e Marisa Guarneri racconteranno (brevemente) i nostri quasi trent’anni di storia, la nostra attività e le sfide che oggi ci vedono in prima linea in favore delle donne che subiscono violenza.

Durante la serata sarà presente un banchetto dove troverete materiale informativo e di raccolta fondi: potrete così, se lo vorrete, contribuire ulteriormente a sostenere la nostra attività e fare la tessera Cadmi.

E’ necessaria la prenotazione entro il 22 maggio:
via mail: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.
via telefono: 02 87067699 (dopo le 18.00)

Dove e quando:
Martedì 26 maggio 2015, alle ore 19:30
Associazione Alveare Milano,
via della Ferrera 8, Milano

 

 


 

 

 

Comunicato Stampa

MAI SENZA PAROLA

Le politiche della Giunta Maroni colpiscono ancora, cercando di togliere parola pubblica ai Centri Antiviolenza della regione Lombardia. 

Nonostante la legge n.11 del 2012 e la Convenzione di Istanbul riconoscano l'esperienza e l'impegno dei Centri Antiviolenza e diano chiare indicazioni su forme di cooperazione e finanziamenti, nel convegno del 12.3.2015, che si terrà presso il palazzo della Regione, la voce dei centri antiviolenza della Lombardia non esiste. 

Nonostante le continue riunioni di tavoli a cui veniamo chiamate a portare idee, contenuti ed esperienze, ultima e pericolosa invenzione è quella di definire ospedali, consultori, sportelli e servizi come centri antiviolenza pubblici ingannando e creando confusione fra le donne. 

Gli unici Centri Antiviolenza sono quelli delle donne, gestiti dalle donne che forniscono alle donne sostegno, accoglienza, ospitalità, libere scelte e garantiscono anonimato e segretezza reali. 

Dagli anni '80 le nostre azioni a favore delle donne vittime di violenza hanno cambiato la percezione della violenza domestica in Italia e in Europa: abbiamo dato parola alle donne che subiscono violenza e non ce la faremo togliere. 

Per questa ragione i Centri Antiviolenza della Lombardia organizzano un sit-in Giovedì 12 marzo 2015 alle ore 14 davanti al Palazzo della Regione (lato via Melchiorre Gioia, 39) e invitano la cittadinanza a partecipare. 


  

 

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Piccolo Teatro Martesana, Via Trieste, Cassina de' Pecchi

MATRIOSCHE. Bucolico di guerra

Venerdì 6 marzo 2015 alle ore 21

"Sono stata sposata soltanto per un giorno. Poi Gaspare è partito per il fronte. Era il 1915. Da quella volta sto sempre ad aspettarlo. Anche se sono passati 100 anni."

Sarà presente la nostra Vice Presidente Francesca Garisto per presentare l'attività dell'Associazione.  


 

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Ristò Portello e Ristò Vittuone

sostengono la Casa delle Donne Maltrattate

Domenica 8 marzo 2015

I due ristoranti della catena Ristò devolveranno alla nostra associazione 1 euro per ogni cliente donna della giornata, sia a pranzo che a cena.

Per info: www.risto.it


 

 

Violenza, forza delle donne e relazione

Dall'esperienza con migliaia di donne ci confrontiamo su quali siano le conseguenze del sostenere, rendere disponibile e manifestare la forza delle donne.

Mercoledì 4 marzo 2015 ore 18,00

Libreria delle Donne, Circolo della Rosa, Via Pietro Calvi 29, Milano

Intervengono:

Manuela Ulivi, Marisa Guarneri, Francesca Garisto e Cristina Carelli della Casa di Accoglienza delle Donne Maltrattate di Milano

A seguire, cena cucinata per noi dalle amiche del Circolo della Rosa.

Prezzo fisso 20 euro vini esclusi (tesserate Cadmi 15 euro)

L'ingresso all'incontro è libero e gratuito.

Per la cena è richiesta prenotazione da inviare entro il 1° marzo a

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ONE BILLION RISING

 

PIAZZA DUOMO - MILANO

 

SABATO 14 FEBBRAIO 2015 - ORE 18

 

La Casa delle Donne Maltrattate partecipa alla terza edizione del One Billion Rising, il flashmob globale per dire basta alla violenza contro le donne.

 

 

Invitiamo tutte le amiche e gli amici, le volontarie, le sostenitrici e i sostenitori e tutte le persone che ci sono vicine a unirsi a noi sotto alle nostre bandiere.


Vi aspettiamo, tutte e tutti, sabato 14 febbraio 2015 alle ore 18 in piazza Duomo a Milano. 

 

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CLEMENTINE ANTIVIOLENZA


La Casa di Accoglienza delle Donne Maltrattate di Milano e Confagricoltura Donne Lombardia celebreranno insieme il 25 novembre offrendo al pubblico le clementine come simbolo dell’antiviolenza di genere, martedì 25 novembre in Piazza San Babila a Milano, dalle 11 alle 16.

Ospiti del Gazebo del Coordinamento Donne di Cgil, Cisl e Uil che celebreranno unitariamente la giornata, le volontarie della Casa delle Donne Maltrattate e di Confagricoltura Donna Lombardia distribuiranno al pubblico, a offerta libera, 150 kg di clementine di Calabria IGP donate dalle imprenditrici di Confagricoltura Donna Calabria, che hanno promosso l’iniziativa in ricordo di Fabiana Luzzi, giovane studentessa di Corigliano Calabro massacrata dall'ex fidanzato in un agrumeto della cittadina ionica.

Le clementine di Calabria IGP come emblema anti-violenza saranno protagoniste a Milano, come in altre piazze d'Italia (il 22 ad Albenga in provincia di Savona, il 25 a Milano e a Cosenza, il 30 a Perugia e a Bologna) per dire no al femminicidio e alla violenza di genere. Il frutto coltivato nelle Piane di Sibari, di Lamezia e di Gioia Tauro; prelibato e senza semi, dal colore intenso e dalla tipica polpa dolce e succosa, che ha trovato in Calabria il suo habitat ideale.
Tutto il ricavato dell’iniziativa milanese sarà devoluto alla Casa di Accoglienza delle Donne Maltrattate di Milano.

Vi aspettiamo in Piazza San Babila martedì 25 novembre 2014 dalle 11 alle 16.

 

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La Casa di Accoglienza delle Donne Maltrattate e la Chiesa Evangelica Valdese 

invitano
alla presentazione del Progetto
Casa Dolce Casa?
Ospitare le donne tra tutela e autonomia

Lunedì 24 novembre 2014 ore 19,00

Casa delle Donne Maltrattate
Via Piacenza 14, Milano
 
Intervengono:
Manuela Ulivi, Presidente Cadmi
Dorothee Mack, pastora della Chiesa Evangelica Valdese di Milano
Eliana Briante, pastora della Chiesa Evangelica Metodista di Milano
Luisa Muraro, filosofa e scrittrice
dibattito
Conclusioni: Marisa Guarneri
, Presidente Onoraria Cadmi
 
segue rinfresco
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invito

 


 

LA QUESTIONE MASCHILE  

Mi sembra siamo dentro una questione maschile che si differenzia dalla posizione  politica "la violenza è un problema degli uomini". Questa posizione ribaltava simbolicamente il senso delle responsabilità: dalle vittime a cui si chiedeva conto della violenza subita, a chi la violenza la agiva . Posizione politica liberatoria e feconda che ha portato a molte riflessioni e prese di posizione interessanti (v. Maschile Plurale). Oggi mi sembra che il significato di questa posizione è mutato, porta altri significati e responsabilizza il maschile rispetto a come e perché le relazioni uomo /donna svoltino nella violenza e nelle uccisioni di donne, figli, parenti ecc. L'analisi del fenomeno, in tutte le sue caratteristiche, mi ha stufato da tempo. I risultati non cambiano le donne continuano a morire e molto male. Il maschile  dilagante mi rappresenta una serie di Istituzioni - magistratura, forze dell'ordine, welfare, rapporti di vicinato ed amicali, famiglie come incapaci di affrontare la questione e quasi stupiti che le cose vadano così come vanno! La rabbia non mi lascia, anche dopo tanti anni di vicinanza con le donne che la violenza l'hanno incontrata e ci si sono scontrate duramente. Ed al lora questi cori di magistrati e politici addolorati mi parlano di complicità, copertura, mediazioni al ribasso ai danni d elle donne.  Eccola la vera questione maschile : ritrarsi quando la situazione si fa difficile, non saper dare giudizi netti e fare atti coraggiosi verso chi la violenza la compie, e non la riconosce come propria, anche se appartiene alla mia parrocchia . Marisa Guarneri 22.10.2014

 


 

Lettera aperta  

D.i.Re prende le distanze dai documenti elaborati dai Tavoli di lavoro della task force interministeriale contro la violenza alle donne.

 

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STEREOTIPI VECCHI E NUOVI

 

Negli ambienti che si occupano di "violenza di genere" circola un nuovo stereotipo. Fare azioni a favore dei maltrattanti (uomini che hanno fatto, fanno, vorrebbero fare violenza alle donne) fa bene alle donne ed alla società. Sulla società sorvolo per il momento, ma per quanto riguarda le donne come per ogni stereotipo, la favola diventa realtà provata e crea entusiasmo.
Che bello si sente dire - specialmente dagli uomini - abbiamo trovato la risoluzione del problema violenza, ci si può occupare e riabilitare questi uomini.
Ovviamente non è vero, ma vediamo perché.

Non è solo questione di statistiche (andiamo a vedere i risultati concreti delle varie iniziative in Italia e non solo), ma di metodi che nell'ebbrezza della nuova esperienza si dimenticano di proteggere le vittime di quegli stessi uomini che seguono..
Si sfumano i confini della segretezza e dell'anonimato che sono indispensabili al percorso delle donne. Certo in buona fede...

I percorsi di lui e di lei si confondono nella collaborazione fra le diverse Equipes, e spunta, mai domata, la mediazione che riduce a conflitto la più grave delle violenze.
Ultima, ma non meno importante ...che sollievo per le Istituzioni finanziare progetti che mettono al centro gli uomini e fanno delle donne una variabile dipendente e finalmente più silenziosa.
La trappola è ben orchestrata, i Centri antiviolenza si ritrovano sullo sfondo e quasi in dovere di collaborare a questi progetti.

Sembra scortese e fuori moda non partecipare a progetti, iniziative e dibattiti su questo tema. Per alcuni soggetti para-istituzionali la scelta è strumentale, per altri soggetti può essere una buona soluzione per non affrontare a partire da sé il rapporto maschilità/violenza.La vicenda di Maschile Plurale insegna.In sintesi rimettere al centro gli uomini è una risposta che può essere difensiva e questo, dico la verità, non mi interessa, ma è anche un pericolo simbolico e pratico per le donne. 

Lo sguardo scivola lontano dalla relazione uomo/donna e si ferma ad analizzare la relazione uomo maltrattante/violenza. Sinceramente mi sembra lontano dal desiderio che stava nel convegno "Le parole non bastano” del 2012 promosso dalla Casa delle Donne Maltrattate di Milano e Maschile Plurale di allora. Proposta e progetto che vedeva nella relazione fra uomini e donne lo strumento per combattere la violenza contro le donne stesse e per una nuova e più vera identità maschile.

Parliamone... gli stereotipi vanno combattuti, sempre.

Marisa Guarneri

6/10/2014


 

LA CASA DELLE DONNE MALTRATTATE DI MILANO INVITA LE AMICHE E GLI AMICI A PARTECIPARE ALLA FESTA DI INAUGURAZIONE DELLA NUOVA SEDE.

 

Sabato 20 settembre 2014
Via Piacenza 14 – Milano

 

ore 17,00                             
Apertura sede e piccola merenda di benvenuto
ore 18,00                             
Saluto di Manuela Ulivi e Marisa Guarneri, Presidente e Presidente Onoraria Cadmi
Presentazione nuovo logo Cadmi
ore 18,30                             
Presentazione del libro “Dire, fare, baciare” di Claudia De Lillo alias Elasti, blogger, giornalista, conduttrice radiofonica e scrittrice.
Intervista semiseria all’autrice condotta da Brunella Andreoli, attrice, protagonista della sitcom “Belli Dentro”
ore 19,00                            
Cabaret al femminile con Cinzia Marseglia, vincitrice con il gruppo comico “le Scemette” del premio Gianni Palladino 2014, nota per la sua partecipazione alla trasmissione Zelig
ore 19,30                             
Aperitivo

Ingresso con invito
(fino ad esaurimento posti)

E’ necessario richiedere l’invito e confermare la presenza a Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

 


 

 

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COMUNICATO STAMPA

Ai centri antiviolenza solo le briciole dei finanziamenti stanziati: e il resto dei fondi a chi?

 

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WORKSHOP

PRATICA E METODOLOGIA DEI CENTRI ANTIVIOLENZA

Come cambiano l'accoglienza e il percorso di uscita dalla violenza quando la donna è al centro

 

Uscire dalla violenza si può, si può riprendersi la vita, ritrovare se stesse, la propria libertà. Per questo sono nati i Centri Antiviolenza, donne che aiutano le donne, che da anni si sono messe al loro fianco per sostenerle nel difficile percorso di rinascita.
Oggi si è aperta una fase nuova che interroga i Centri stessi sulla qualità, sull’efficacia, sulla necessità del loro intervento.
I 16 Centri Antiviolenza della Lombardia, uniti in Rete per rendere ancora più incisiva la loro azione, si incontrano in un workshop richiamare il loro passato, riflettere sul presente e costruire insieme un futuro di donne libere dalla violenza.


26 giugno 2014 - h. 10 - 15

Palazzo Pirelli, Auditorium Gaber
Piazza Duca d'Aosta - Milano

 

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INCONTRO  

 

alla Libreria delle Donne, Circolo della Rosa 
Via P. Calvi 29, Milano

 

Intervengono:

Manuela Ulivi, Marisa Guarneri e Francesca Garisto parleranno della proposta di legge sull’educazione sentimentale nelle scuole.
 
Come sempre, al termine dell’incontro le amiche del Circolo della Rosa cucineranno per noi. 

R.S.V.P. 
E’ indispensabile prenotare la cena entro lunedì 26 maggio a  Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

 

 


 

 

INCONTRO

Mercoledì 30 aprile 2014 ore 18,00 
alla Libreria delle Donne, Circolo della Rosa 
Via P. Calvi 29, Milano

Si terrà un incontro dal titolo “Leggi… che passione!”

Dalla legge sul femminicidio a quella sulla prostituzione: 
quanto si legifera sul corpo delle donne.


Intervengono:  
Manuela Ulivi, Marisa Guarneri, Francesca Garisto e Luisa Bontempi
della Casa di Accoglienza delle Donne Maltrattate di Milano
 
A seguire, per chi vuole fermarsi a cena, le amiche del Circolo 
della Rosa cucineranno per noi. 
Prezzo fisso: 18 euro vini esclusi 
(corsiste Cadmi 13 €, tesserate Cadmi 15 €)
 
R.S.V.P. E’ necessario prenotare la cena entro lunedì 
28 aprile scrivendo a  Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.  

 
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INCONTRO  

 

Lunedì 24 marzo 2014 ore 18,30 
presso Casa delle Donne Maltrattate 
Via Piacenza 14, Milano

 

Si terrà la proiezione del film/documentario 
“Nella Casa di Borgo San Nicola” di Caterina Gerardi
 
Seguirà dibattito con la regista e Claudia Pecorella, 
docente di Diritto Penale dell’università Bicocca di Milano.
 
Girato nel carcere femminile di Lecce, questo lavoro  senza
prevenzioni e senza indulgenze, attraverso interviste e incontri –
indaga la vita, le considerazioni, le aspettative e le nostalgie 
di un gruppo di donne detenute in regime di Alta Sicurezza. 
Caterina Gerardi sostiene che "il carcere non è per le donne".
Il film ha vinto il 1° premio per la sezione “Documenti” del 
concorso Internazionale Esperienze Femminili, organizzato 
nel 2008 dal Trust “Nel nome della donna”
 
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Teatro Greco, via Frigia 5, Milano (zona Precotto)

“124. Storie di donne”.

Dal 10 al 12 marzo 2014, ore 21,15
Spettacolo nato nel 2013, prende il nome dalle 124 donne uccise in Italia nel 2012 a causa della violenza di genere. Centoventiquattro femminicidi compiuti in tutta la Penisola, numero che ogni anno continua a crescere.
Gli attori, attraverso la narrazione, la musica e la gestualità, danno vita ad uno spazio senza tempo, dove le vittime di qualsiasi tipo di violenza hanno la possibilità di raccontarsi. Un quadro sempre in movimento dove il gesto racchiude la forza della parola non espressaOmaggi a grandi donne come Franca Rame Lella Costa, e un delicato quadro dedicato a Felicia Impastato, si uniscono per comporre il puzzle di uno spettacolo agrodolce che accompagnerà lo spettatore in uno dei luoghi più complicato e incantevoli del genere umano, la mente delle donne. 

La sera della prima, lunedì 10 marzo, al termine dello spettacolo, la nostra VicePresidente Francesca Garisto illustrerà l’attività dell’associazione.

Il Teatro Greco devolve alla Casa di Accoglienza delle Donne Maltrattate 1 euro per ogni biglietto venduto durante tutto l’anno.

Per info: www.grecoinmovimento.org

 

124 storie di donne

 

 

 


 


Piccolo Teatro Martesana, Via Trieste, Cassina de’ Pecchi
“Caro Amore ti Scrivo”

Sabato 8 marzo 2014, ore 21

Spettacolo di corti teatrali e letture in occasione della giornata internazionale della Donna. ” Per l’occasione, la Cooperativa Sociale “La Speranza” organizza una raccolta di fondi da devolvere alla nostra associazione.

 

 


 
Ristò Portello e Ristò Vittuone sostengono la Casa di Accoglienza delle Donne Maltrattate

 

Sabato 8 marzo 2014

I due ristoranti della catena Ristò devolveranno alla nostra associazione 1 euro per ogni cliente donna della giornata, sia a pranzo che a cena.
Per info: www.risto.it 

 

 


 

 

Ri-Chic, via Adige 12, Milano

dall’8 al 15 marzo 2014 
Dall’8 al 15 marzo il negozio Ri-chic, abbigliamento e accessori vintage,  devolverà alla n ostra associazione il 10% del ricavato delle vendite sia dei capi di abbigliamento che degli accessori.

 

 


 

 

 

 

 

LETTERA APERTA AL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO 
MATTEO RENZI

 

Signor Presidente, 
l’associazione nazionale D.i.Re – Donne in Rete contro 
la violenza 
Le chiede un incontro per un confronto sugli 
interventi e le azioni 
politiche necessarie per affrontare 
il problema della violenza 
 
maschile contro le donne. 
Abbiamo preso atto che il Suo Governo non ha un ministero 
che si 
occupi delle politiche di  
genere, sottolineiamo con 
preoccupazione 
che, fino ad oggi, l’incarico non è stato 
nemmeno 
 
attribuito in delega.  

La scelta di nominare otto Ministre all’interno del suo Governo 
è sicuramente un segnale positivo, siamo però convinte che 
le 
quote rosa non risolvono il gender gap che colpisce le donne 
nella società italiana. Occorre definire tempestivamente azioni 
e politiche di genere per dare una risposta concreta ai problemi 
che derivano dalle profonde discriminazioni che ancora 
sussistono 
e che alimentano la violenza contro le donne. 

Abbiamo partecipato ai diversi tavoli interministeriali avviati 
dal Governo Letta per definire le politiche e gli interventi 
necessari 
ed urgenti per avviare il profondo cambiamento, 
anche culturale, 
che è necessario per combattere 
la violenza contro le donne.
 

Ancora oggi non sappiamo se i contributi e le indicazioni 
da noi 
portati nei tavoli interministeriali saranno recepiti 
nel nuovo 
Piano Nazionale, se verrà rinnovato il precedente 
e se e quando 
ci saranno i finanziamenti necessari 
per i centri antiviolenza.
 

Le chiediamo con urgenza un incontro per capire quali 
risposte 
intenda dare il Suo Governo al problema della 
violenza maschile 
contro le donne e quali azioni saranno 
definite per attuare quanto 
previsto dalla Convenzione 
di Istanbul, ratificata di recente 
dal Parlamento Italiano.

 

Roma, 4 marzo 2014 
Cordiali saluti
Titti Carrano
Presidente D.i.Re - Donne in Rete

 

 

 

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INCONTRO  

Mercoledì 26 febbraio 2014 ore 18,00 
Libreria delle Donne,Circolo della Rosa 
Via Pietro Calvi 29, Milano
 
Donne, legge e pratica politica: approfondimento 
degli aspetti critici e dei vantaggi della legge sul femminicidio.

 

Intervengono: 
Manuela Ulivi 
Marisa Guarneri
della Casa di Accoglienza delle Donne Maltrattate di Milano
  
A seguire, le amiche del Circolo della Rosa cucineranno 
per noi una fantastica cena bio con prodotti di stagione.
Prezzo fisso: 18 euro vini esclusi 
(corsiste Cadmi 13€, 
tesserate Cadmi 15€)
 
R.S.V.P. 
E’ indispensabile prenotare la cena entro lunedì 24 febbraio a  Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

 

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INCONTRO

Il 14 febbraio 2014 alle ore 17:45 ci ritroveremo in piazza Duomo per partecipare alla causa di One Billion Rising for Justice; una grande manifestazione contro la violenza sulle donne, in ogni sua forma.

Noi della Casa di Accoglienza delle Donne Maltrattate ci troveremo sul lato di Palazzo Reale, ai piedi della scala dell’Arengario: vi aspettiamo!

 

Alle 18.30, dopo il flashmob, ci sposteremo tutti in piazza San Fedele a pochi minuti da Piazza Duomo. Qui assisteremo a "Le parole non bastano più", evento dal forte impatto emozionale realizzato da Intervita Onlus per ricordare che ogni anno in Italia sono 14 milioni gli atti di violenza che subiscono le donne e che una donna ogni 3 giorni viene uccisa dal partner. 

 

Info: http://obritalia.livejournal.com

https://www.facebook.com/events/276412845845755/

 

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INCONTRO

Mercoledì 29 gennaio 2014 ore 18,00

Libreria delle Donne, Circolo della Rosa

Via Pietro Calvi 29, Milano

 

Donne, legge e pratica politica

A partire dalla legge sul femminicidio, vogliamo sperimentare una doppia lettura tecnica e simbolica per rafforzare la nostra pratica politica.

 

Intervengono: 

Marisa Guarneri

Manuela Ulivi

Francesca Garisto

della Casa di Accoglienza delle Donne Maltrattate di Milano

 

 

A seguire, le amiche del Circolo della Rosa cucineranno per noi una ricca cena a base di pesce.

 

Prezzo fisso: 18 euro vini esclusi (corsiste Cadmi 13€, tesserate Cadmi 15€)

 

R.S.V.P. E’ indispensabile conferma entro lunedì 27 gennaio a 

 

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INCONTRO

Martedì 10 dicembre 2013 ore 18.00  

 

presso la Casa delle Donne Maltrattate  
in via Piacenza 14, Milano

 

Amnesty International Lombardia e la Casa delle Donne Maltrattate di Milano 
invitano 
all’incontro con Norma Angélica Cruz Córdova

 

 

Attivista guatemalteca sin dal 1999, anno che segna con un tragico evento la sua vita: la violenza sessuale subita dalla figlia Claudia Maria da parte del patrigno.

 

 

Nel 2003 Norma Angélica Cruz fonda l’organizzazione Sobrevivientes (Le Sopravvissute), impegnata nella lotta all’impunità, in un paese dove il maschilismo trova terreno fertile.

 

Il suo impegno in difesa delle donne la espone a numerose minacce di morte, tanto che  Amnesty International si è occupata del suo caso nel 2010 con la raccolta di firme Write for Rights.

 

Insignita nel 2009 del premio Donne Coraggiose da Hillary Clinton per il suo impegno, è diventata  nota in tutto il mondo.

 

 

 

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CONVEGNO

Mercoledì 27 novembre 2013 dalle ore 9.30 alle 13.00 

 

presso Sala Vitman Acquario Civico  
in viale Gadio 2, Milano

 

si terrà il convegno dal titolo

 

“In rete si può”

 

Momento conclusivo di confronto del progetto vinto dal Comune di Milano, ASL Milano e la rete dei Centri Antiviolenza con il Ministero Pari Opportunità. 

 

 

Nel corso del Convegno si svolgerà anche una tavola rotonda fra istituzioni (Regione Lombardia; Provincia di Milano; Comune di Milano e Centri Antiviolenza) per valorizzare punti di forza e di debolezza della rete; elementi di innovazione da introdurre in nuove progettualità e ragionare sui dati del fenomeno; sui bisogni emergenti e sui servizi attivati per la risposta ad esigenze sempre più articolate e complesse e per una presa in carico integrata.

 

Sarà anche l’occasione per:
• raccontare il lavoro del Tavolo interistituzionale;
• l’elaborazione del Patto “Milano con le donne contro la violenza. Un piano di azioni concrete. Un patto per la città”;
• il percorso di formazione per l’avvio degli sportelli di prossimità nelle zone del Decentramento.

 

 

 

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INCONTRO 

Mercoledì 27 novembre 2013 alle ore 18.00 

presso Libreria delle Donne  
in via P. Calvi, Milano

si terrà un incontro dal titolo

“La legge e le donne maltrattate”.

Interverranno: Marisa Guarneri, Manuela Ulivi, Francesca Garisto

A seguire, per chi lo desidera, sarà possibile cenare insieme  presso la Libreria;

i posti sono limitati ed è richiesta prenotazione da inviare via mail

Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.   entro lunedì 25

 

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FILM EVENTO 

Lunedì 25 novembre 2013 alle ore 20.00 

presso AnteospazioCinema a Milano 
in via Milazzo 9

La Casa di Accoglienza delle Donne Maltrattate di Milano e il Centro Antiviolenza Cerchi d’Acqua

in occasione della
Giornata internazionale Contro la Violenza sulle Donne

Vi invitano ad assistere al film-evento
La moglie del poliziotto di Philip Gröning
Premio Speciale della Giuria 70° Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia

 

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INCONTRO

L'incontro previsto per mercoledì 30 ottobre alla Libreria delle Donne è rinviato a data da destinarsi

 

 


 

 

 

INCONTRO

Mercoledì 29 maggio 2013 alle ore 18.30 

 

presso LIBRERIA DELLE DONNE a Milano 
in via Pietro Calvi 29


Si terrà l'incontro:
"Tecniche di accoglienza e pratica politica della  
differenza,legame d'amore".
Introduce Marisa Guarnieri. 

A seguire, per chi lo desidera, sarà possibile cenare insieme presso la Libreria: i posti sono limitati ed è richiesta prenotazione da inviare via mail a  Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.   o telefonicamente allo 02.55019609 entro la mattinata di lunedì 27.

 

La partecipazione agli incontri è gratuita, mentre per la cena è richiesto un contributo di 20 euro.

 

 
Vi invitiamo a partecipare.

 

 


 

 

 

INVITO

Martedì 14 maggio 2013 alle ore 10.30 
presso LIBRERIA DELLE DONNE
 a Milano 
in via Pietro Calvi 29

La Casa di Acoglienza delle Donne Maltrattate di Milano invita
le donne, la stampa, le istituzioni politiche, giudiziarie e le forze dell’ordine

alla conferenza stampa
LA  VIOLENZA SULLE DONNE: QUALE GIUSTIZIA?

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COMUNICATO STAMPA 
LA BANALITA' DI AMMAZZARE UNA MOGLIE 

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Silvia Costa (Gruppo S&D) UE   
SERVE UNA DIRETTIVA EUROPEA SULLA VIOLENZA

“Attraverso una Direttiva europea sulla violenza contro le donne che segua la struttura della Convenzione di Istanbul, sarebbe possibile garantire la prevenzione degli atti di violenza, protezione delle vittime e persecuzione degli aggressori. Inoltre si potrebbe assicurare una comune base legale nell’Unione Europea per armonizzare i parametri delle rilevazioni statistiche, necessarie per monitorare e conoscere in modo approfondito e comparabile questo fenomeno purtroppo così diffuso”.


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CORSO DI FORMAZIONE
Sabato 13 aprile - prima giornata

Dalle 10 alle 14, presso la sede Cadmi di via Piacenza 14 si terrà il primo incontro del 
Corso di formazione per operatrici di Accoglienza. 

Il tema di questo appuntamento "Il Consiglio d'Europa e la Convenzione di Istambul per la  
prevenzione e la lotta alla violenza contro le donne e la violenza domestica. Le norme in vigore in Italia." con l’Avv. Francesca Garisto

Le iscrizioni al corso si chiudono il 10 aprile. 

Per info Maria Grazia Gualtieri  Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

 

 


 

 

PRESENTAZIONE CORSO DI FORMAZIONE

 

27 marzo 2013 ore 18.00 Libreria delle Donne via Pietro Calvi 29, Milano

 

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Roma, 25 Maggio 2016

La rete Europea contro la violenza alle donne WAVE e le associazioni europee che ne fanno parte lanciano la campagna

   Step up!

per i diritti delle donne che subiscono violenza

 e dei loro figli.

 

In Europa una donna su tre subisce violenza fisica o sessuale mentre gli Stati assicurano un limitato, e in alcuni Stati perfino inesistente, accesso ai Centri Antiviolenza. Ad oggi solo 15 su 46 stati europei hanno istituito un numero d’emergenza o una help line e mancano oltre 47 mila Centri Antiviolenza. La discriminazione è uno degli ostacoli più grandi per l’accesso delle donne ai Centri. Le minoranze etniche, le immigrate, le rifugiate, le donne prive di un titolo di soggiorno regolare, le donne diversamente abili, anziane e lesbiche sono le più discriminate. “Chiediamo alle autorità europee e ai governi nazionali di STEP UP! ovvero fare un passo nella giusta direzione e  assicurare gli investimenti necessari a combattere e prevenire la violenza contro le donne”(Rosa Logar, WAVE President).

Il Consiglio d’Europa raccomanda un centro antiviolenza ogni 10.000 persone e un centro d’emergenza ogni 50.000 abitanti (Racc Ue - Expert Meeting sulla violenza contro le donne – Finlandia 8-10 novembre 1999, sugli standard dei centri, quindi in Italia dovrebbero esserci 6.068 posti letto e invece ce ne sono solo 600. Le richieste di tante donne restano senza risposta, nonostante molte di esse siano a rischio di vita.

The WAVE Network e D.i.Re chiedono  all’Europa e al Governo italiano di riconoscere che i Centri Antiviolenza non sono servizi generici né luoghi qualunque. Ascoltare, accogliere, mettersi in relazione con altre donne che subiscono violenza è una pratica quotidiana, una metodologia basata sull’empowerment e sulla relazione tra donne, un percorso da fare insieme in un luogo di libertà. Nei Centri Antiviolenza le donne non sono mai considerate “vittime”, come accade invece nelle comunità per “mamme e bambini” di ispirazione religiosa che cercano di farsi largo in Italia, di accreditarsi presso le istituzioni e di sostituirsi ai Centri Antiviolenza nati dalla pratica femminista. Noi sappiamo che le donne hanno risorse, intelligenza, capacità che la violenza vuole distruggere, ma noi riteniamo che siano il fulcro del loro percorso e del nostro accompagnamento, così come la garanzia dell’anonimato e la tutela della privacy, da noi sempre garantite e che oggi sono minacciate da leggi regionali e pratiche di ordine pubblico. Ma non c’è possibilità  di autentica uscita dalla violenza senza il rispetto della scelte delle donne, il riconoscimento della loro dignità e la valorizzazione delle loro risorse.

 

Noi chiediamo

una mappatura dei Centri Antiviolenza sul territorio nazionale sulla base di riconoscimento esplicito della natura, degli obiettivi e della pratica politica di questi luoghi.

che i centri Antiviolenza siano finanziati in modo stabile, con cifre adeguate, anno dopo anno, mettendo fine alla discrezionalità delle Regioni che lasciano molti Centri senza risorse.

che sia messa in atto una politica di prevenzione: educazione fin dalle scuole dell’obbligo, informazione, campagne culturali, impegno in prima persona della televisione pubblica, dei media, dei leader politici e degli intellettuali.

 

La violenza contro le donne resta la più diffusa violazione di diritti umani e può essere fatale. Si stima che nel 2012 i femminicidi compiuti da un membro della famiglia o dal partner sono stati il 47 per cento degli omicidi in Europa. Questa violenza viene condannata ufficialmente ma in realtà tacitamente viene tollerata, e le donne subiscono violenza ripetutamente. I costi di questa violenza  riguardano tutti noi, la violenza contro le donne ha un forte impatto sulla indipendenza economica delle donne, un’enorme ripercussione sull’economia mondiale.

Noi invitamo le imprese e la filantropia italiana a fare investimenti per sostenere i Centri Antiviolenza.

Noi invitiamo tutte tutti, ciascuna e ciascuno di voi a partecipare alla Campagna STEP UP! 

Invito alla proiezione del documentario
VIOLENZA INVISIBILE. ABUSI CULTURALI E FISICI SULLE DONNE
presso la nostra sede di via Piacenza 14 a Milano

Care amiche e cari amici,
è con molto piacere che vi inviamo alla proiezione del film documentario

VIOLENZA INVISIBILE
ABUSI CULTURALI E FISICI SULLE DONNE


Associazione AntropoLogiche, Firenze

Regia di Silvia Lelli
Co-regia Matilde Gagliardo
 
Il primo documentario europeo che analizza la violenza di genere a tutto campo: da quella di coppia all'incesto al femminicidio, e che svela i collegamenti tra "ordinaria discriminazione" e violenza.

Della violenza oggi bisogna parlare: lo fanno pubblicamente protagoniste-i del documentario, donne e uomini senza toni scandalistici, senza "viscere sul tavolo", senza ri-vittimizzare le donne, mostrando la loro dignità, la loro forza, le loro ragioni.
 
Ne parleremo insieme alla fine della proiezione nella nostra sede in Via Piacenza 14 a Milano il 13 Luglio.
 
Dalle ore 18.30                 aperitivo
Dalle ore 19.30                 proiezione
Dalle ore 21.30                 discussione
 
L’ingresso è gratuito. Donazione libera

R.S.V.P. 0255019609        Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.
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